Biennale di Bregaglia

edited by Azzurra Immediato



La Svizzera guarda al futuro grazie all'arte contemporanea e il 5 luglio la Biennale di Bregaglia aprirà al pubblico per accoglierlo in una felice commistione in cui arte e paesaggio, tradizione del passato e spinta verso il tempo venturo, si proporranno come tensione illuminata, nuovo legame con quella natura madre dalla quale il mondo delle idee è sospinto in maniera ancestrale.

La Biennale, diretta da Luciano Fasciati coadiuvate dalle storiche dell'arte Francine Bernasconi e Sarah Wiesendanger appare come derivazione concettuale di quel legame che la Val Bregaglia ha sempre avuto con il contemporaneo, nel solco della Land Art ma con radici storiche ben salde e che, trasversalmente, abbraccia e coinvolge una ben più ampia riflessione di matrice esistenziale e filosofica.

Ho avuto modo di scoprire la Biennale di Bragaglia, affascinarmene e la mia esplorazione oltre confine coincide con una interessante intervista a Francine Bernasconi, storica dell'arte e co-curatrice della kermesse.


Come è nata l'idea della Biennale di Bregaglia? In essa convogliano certamente delle volontà di sostenibilità, valorizzazione e ripensamento di luoghi e loro tradizioni che, grazie all'arte, emergono secondo i prodromi di una nuova spinta intellettuale; quali sono, pertanto, i fili conduttori del Vostro progetto?

Negli ultimi anni la Bregaglia si è delineata quale importante luogo per la creazione e la fruizione di arte contemporanea. L'associazione Progetti d'arte in Val Bregaglia, che organizza la biennale, si è impegnata per la promozione e la realizzazione di esposizioni, progetti e manifestazioni di arte contemporanea nella valle già a partire dal 2012, anno della sua istituzione. Si capisce quindi che la Biennale non è un progetto isolato, bensì parte di un programma più ampio volto a promuovere l'arte contemporanea nella regione.

Progetti quali la Biennale, ma anche "Arte Hotel Bregaglia" (2010-2013), "Video Arte Palazzo Castelmur" (2013 e 2015), "Arte Albigna" (2017) e "Arte Castasegna" (2018) hanno portato l'arte contemporanea in valle e creato un terreno fertile per nuove idee e progetti. Questi progetti dimostrano che l'arte può senz'altro svilupparsi anche in località meno conosciute, al di fuori dei centri culturali e dalle metropoli nonché trasformare questi posti in vivaci luoghi di scambi artistico-culturali.


Gli artisti selezionati, provenienti dalle quattro regioni linguistiche svizzere, in che modo hanno saputo confrontarsi con i concetti alla base della Biennale ed in che modo le loro opere hanno carpito il quid filosofico della prima edizione 2020?

Con opere concepite esclusivamente per la BIENNALE BREGAGLIA 2020, gli artisti invitati si confrontano con le caratteristiche del territorio e con la sua lunga storia. Le loro opere non s'impongono sull'architettura e sul paesaggio, ma lasciano emergere e fanno anzi risaltare il carattere e le peculiarità di questi luoghi, senza alterarli in modo definitivo.

Rispettare le caratteristiche del territorio costituisce il punto di partenza e al contempo un'interessante sfida per gli artisti.Con questa mostra si vuole creare un dialogo a più livelli: sono stati quindi selezionati artisti il cui lavoro si ispira al tema essenziale dell'umanità e al suo riflesso nella storia, nella natura, nel paesaggio, nella scienza e nel linguaggio.


La Biennale di Bregaglia, nel pieno rispetto delle misure Anti Covid19, ha posticipato di un mese la sua apertura al pubblico. Quanto accaduto ha indubbiamente generato sconquasso, incertezze e dubbi. L'arte, tuttavia, è riuscita a dare un segnale forte, una risposta trasversale alle problematiche inattese, delineando nuove possibilità. Il Vostro progetto definisce una nuova visione della fruizione dell'arte e del suo legame con il territorio ma in che modo, in un tempo così breve dalla fine della grande emergenza, è riuscito a proporsi come manifestazione di connessione nonostante le limitazioni?

La crisi sanitaria appena vissuta, e che in parte stiamo ancora vivendo, ha messo in crisi le modalità di fruizione dell'arte e della cultura tutta, ma non il loro contenuto. L'arte stessa continuerà a sopravvivere e dalla crisi anzi potrà trovare nuova ispirazione. Noi siamo un evento di piccole dimensioni e abbiamo la fortuna di essere all'aperto, in una zona alpina discosta. Questo permette a chi viene a visitare la Biennale di contemplare le opere con calma, prendendosi il tempo, qualcosa che era sempre più difficile trovare nelle grandi mostre affollate.

Alla Biennale ci sono solo 11 opere esposte, create appositamente per questi luoghi. La visita permette dunque di ammirare le opere e il contesto in cui sono esposte nel suo insieme.

Abbiamo creato una guida cartacea e un'audioguida in modo che la mostra sia visitabile senza problemi in autonomia. In programma ci sono anche degli eventi con più persone, ma dati i grandi spazi e il fatto di essere all'aperto non dovrebbero esserci problemi.


Biennale Bregaglia 2020, Alex Dorici, Arco geometrico, 2020, Metallo, vernice, 8000 x 6000 x 15 cm

Foto © Alex Dorici, Progetti d'arte in Val Bregaglia


La Biennale di Bregaglia 2020 accompagnerà il pubblico durante l'intero arco dell'estate. Quali sorprese potranno aspettarsi i visitatori? Ed in che maniera, invece, la regione ha risposto ad un evento d'arte diffusa?

La Biennale inaugura il 4.7. e rimarrà visitabile fino al 27.09. Nell'arco dell'estate abbiamo organizzato un ricco programma di eventi interdisciplinari che animeranno la mostra. Vi saranno concerti, discussioni con gli artisti, eventi legati alla tradizione della castagna, performances artistiche... insomma eventi molto diversi tra loro, ma che hanno in comune la volontà di voler approfondire e scoprire meglio la cultura e la storia di questi magnifici luoghi, oltre che gli artisti esposti.

Beneficiamo del sostegno della regione e del comune, anzi siamo fieri di comunicare che il sostegno finanziario da parte del Comune di Bregaglia per questo progetto è ancor più importante rispetto al passato. Vi è stata una votazione popolare per decidere se sostenere in maniera più incisiva il progetto e la popolazione ha deciso di sostenerci, cosa per la quale siamo estremamente contenti e grati. Nella regione si è inoltre costituito un gruppo di lavoro che da due anni aiuta l'associazione Progetti d'arte in Val Bregaglia che può anche contrare sul sostegno di numerosi volontari e in particolare delle associazioni femminili (Frauenvereine).


L'edizione 2020, la prima, avrà luogo tra la antica chiesa di Nossa Dona e nella zona di LanMüraia, non lontano da Promontogno, al centro della Val Bregaglia, luogo ricco di storia, noto crocevia del passato e, terra natia di Alberto Giacometti, confermando la commistione storica e culturale di questa terra. La Biennale di Bregaglia, in un certo senso, può esser considerata una sorta di 'Manifesto della bellezza' di questi paesaggi rivisti attraverso l'arte contemporanea?

Sicuramente la Biennale può aiutare a portare turisti e curiosi in valle. Spesso chi viene per visitare la mostra si ferma qualche giorno nella regione e può così scoprire il magnifico paesaggio, la cultura e la ricca storia di questo posto. Portare un oggetto estraneo quale un'opera d'arte contemporanea in montagna è inoltre già un primo elemento che porta a osservare il paesaggio circostante in modo nuovo.Le opere d'arte realizzate per la Biennale sono poi tutte create pensando alle specificità del territorio. Gli artisti con i loro interventi attualizzano e rendono esplicite tematiche sottintese dal paesaggio, quali la convivenza tra uomo e natura e tra culture diverse, offrendo così ai visitatori interessanti spunti di riflessione oltre che nuove prospettive sulla storia della regione.


La sfida del 2020, dunque, è aperta ed attende di essere scoperta da un pubblico internazionale, come si svilupperà nei prossimi mesi, l'intera manifestazione?

La Biennale inaugura il 5 luglio e per tutta l'estate, oltre agli eventi in programma - che si raggruppano in alcuni weekend estivi (programma dettagliato consultabile sul nostro sito) - vi sarà la possibilità di prenotare una delle visite guidate pubbliche (in tedesco o italiano), oppure di organizzare una visita guidata privata della mostra, e questo in italiano, tedesco, francese e inglese. Per chi lo volesse ci sono anche delle offerte combinate, dove la visita alla Biennale si combina con degustazioni enogastronomiche e una visita ad altri luoghi di interesse nella regione.


Ringraziando Francine Bernasconi, la mente corre ai luoghi del Val Bregaglia che dal 5 luglio al 27 settembre delineeranno un paesaggio inusuale, sorprendente e poetico della Svizzera ma facilmente raggiungibile. In un 2020 del tutto peculiare e critico, pensare di poter godere di agognato relax, in sicurezza, alla scoperta di luoghi particolarmente latori di storie ma volti all'innovazione culturale ed all'insegna dell'arte è, indubbiamente, una sfida che dovremmo porci come obiettivo di un nuovo modo di guardare, intendere e vivere la realtà.

Biennale Bregaglia 2020, Nossa Dona e Lan Müraia, Foto © Yanik Bürkli, CLUS AG