Materdei

17.05.2021

edited by Teresa Peluso

Materdei. Alla scoperta di un itinerario alternativo.

Se hai voglia di conoscere un luogo autentico di Napoli, ti consigliamo di visitare Materdei. 

Il rione si estende tra il quartiere Stella, la zona a valle della città e quartiere Avvocata, a ridosso della collina del Vomero.

Il toponimo deriva dalla chiesa cinquecentesca di Santa Maria Mater Dei, costruita sul terreno dove sorgeva una masseria. La parte alta del rione è ancora oggi conosciuta come a'Salute, un antico nome che ricorda la salubrità della zona, un tempo semi-rurale.

San Raffaele: un culto tra sacro e profano.

Tra i numerosi edifici religiosi che popolano il territorio, la chiesa di San Raffaele (XVIII secolo) è nota per un culto popolare che si tiene presso la scultura del Santo, in particolar modo sul pesce. Il santo in questione ha aiutato Tobia durante il suo viaggio esortandolo a sconfiggere il pesce che lo aveva assalito presso il fiume Tigri. In seguito Tobia sposerà la sua amata Sara dopo averla guarita con il fiele, il fegato e il cuore estratti dallo stesso pesce. Così alle donne in cerca di un marito e/o di un figlio si dice: "Va' a vasà 'o pe sce 'e San Rafèle" ossia vai a baciare il pesce di San Raffaele. Un rito tra sacro e profano che ancora oggi vede una certa affluenza

Dal set allo street food

Camminare tra le strade del rione significa "rivedere" scene tratte da Pizze a credito del film L'Oro di Napoli (1954) diretto da Vittorio De Sica in cui una bellissima Sofia Loren perde l'anello che le aveva regalato il marito pizzaiolo. Oggi la nota pizzeria Starita conserva il "Furchettone e la Scummarol" che utilizzò la bellissima attrice durante le riprese. Il film è tratto dalla raccolta di racconti del 1947 L'Oro di Napoli di Giuseppe Marotta, cresciuto in un basso ubicato nel campanile della chiesa di Sant'Agostino degli Scalzi a Materdei.

Una guglia con sorpresa.

A pochi passi dalla pizzeria è presente la guglia dell'Immacolata. Conservata per anni nel chiostro della chiesa della Concezione a Materdei, grazie al restauro nel 2004 è stata smontata e ricollocata nel luogo attuale. Durante i lavori è avvenuta una sorprendente scoperta: la statua dell'Immacolata è di un'epoca più antica rispetto al piedistallo ( XVIII sec.) su cui è collocata. Una scultura di epoca rinascimentale sulla quale si sono confrontati due specialisti: Francesco Abbate e Francesco Caglioti. Tra le varie ipotesi sollevate dagli studiosi, si pensa che la scultura, attribuita a Domenico Gagini 1470, sia stata messa sul piedistallo per fungere da modello per la realizzazione della più nota guglia di Piazza del Gesù di Napoli.

Metro Art: il cromatismo dell'Atelier Mendini

Nel rione è presente un'altra guglia in acciaio e vetri colorati, che sovrasta la piazza Scipione Ammirato dove sorge la metropolitana. Progettata dall'Atelier Mendini è una delle Stazioni dell'arte, dove tutti possono avvicinarsi all'arte contemporanea. Un progetto di riqualificazione dello spazio e con opere "site specific": le sculture in bronzo di Luigi Serafini, i mosaici di Sandro Chia, i rilievi in ceramica di Luigi Ontani e Ettore Spalletti, i pannelli in legno di Domenico Bianchi, i Wall Drawings di Sol LeWitt, le serigrafie colorate di Mathelda Balatresi, Anna Gili, Stefano Giovannoni, Robert Gliglorov, Denis Santachiara, Innocente e George Sowden.

Il quotidiano inglese The Daily Telegraph l'ha classificata al sedicesimo posto come la più bella d'Europa.

Arte che rigenera lo spazio urbano.

Napoli oggi vanta tantissime opere di Street Art realizzate da artisti provenienti da tutto il mondo: Banksy, Jorit, Tono Cruz, Mono Gonzalez e tantissimi altri. In giro per i vicoli e le strade di Materdei si incontrano numerose opere di street art realizzate negli ultimi anni. Sulla facciata dell' ex OPG (via Imbriani) ci sono i murales di Ericailcane e il "gigante verde" di Blu; invece l'artista argentino Bosoletti ha dipinto "Parthenope" e "Giardino Liberato" (salita san Raffaele).

La storia di Napoli in una collezione.

La collezione del giornalista e cultore di storia Gaetano Bonelli che ha raccolto negli anni oltre diecimila pezzi tra documenti inediti e oggetti raccontano la storia della vita antropologica e del vissuto quotidiano di Napoli. Per visitare questo piccolo museo, bisogna recarsi alla casa dello scugnizzo. Un luogo nato per accogliere, educare e formare i ragazzi a partire dal dopoguerra con Mario Borrelli e poi diventato negli anni una realtà socio educativa e socio sanitaria aperta a tutti.

Le cavità artificiali più antiche della città.

Nel 1950 sono state scoperte in maniera fortuita, in vico Neve 30, due tombe eneolitiche risalenti al III millennio a.C. Gli studiosi hanno individuato all'interno delle tombe a "grotticella" alcune salme disposte in camere sepolcrali. Dalle analisi dei reperti è emerso che erano persone di indole guerriera di un clan familiare appartenenti alla cultura del Gaudo. Queste cavità artificiali sono tra le più antiche del sottosuolo napoletano. Non è possibile visitarle ma nei pressi del rione consigliamo di vedere il Cimitero delle Fontanelle e le catacombe di San Gennaro.

Lenuccia, l'eroina della Resistenza.

Durante le quattro giornate di Napoli (27 - 30 settembre 1943) i napoletani mandarono via dalla città i tedeschi dopo giorni di sanguinosi scontri. Maddalena Cerasuolo, chiamata Lenuccia, era la figlia di Carlo Cerasuolo, uno dei capi della rivolta del quartiere Materdei. Aveva 23 anni quando rischiando la sua vita, insieme agli altri partigiani, riuscì a salvare il ponte della Sanità, oggi chiamato con il suo nome. In seguito collaborò con i servizi segreti inglesi per continuare la lotta anche in altre parti d'Italia. Nel 1946 ha ricevuto la medaglia di bronzo al valor militare.

"Bob" e la rinascita del Bolivar.

La riapertura del Teatro Bolivar nel 2007 ha contribuito alla riqualificazione urbanistica del rione. Il teatro, un ex cinema chiuso per 40 anni, si trova in via Bartolomeo Caracciolo. Il progetto architettonico è stato affidato a Robert "Bob" Wilson, già a Napoli per le opere realizzate nella metro di Toledo, nota per essere una delle più belle d'Europa.

L'acustica è stata affidata al Sound Engineer John Ryan. Il teatro ospita ogni anno artisti e musicisti di fama internazionale.

Casa Morra. Il passato incontra il contemporaneo.

Nell'antico palazzo Ayerbo D'Aragona Cassano, è stato inaugurato nel 2006 Casa Morra- Archivio d'Arte Contemporanea creato da Giuseppe Morra.

Uno spazio di 4200 mq ospita la Collezione Morra, opere realizzate da artisti di fama internazionale e l'Archivio Living Theatre.

Sono programmate mostre per i prossimi 100 anni. Un luogo dinamico, uno spazio aperto alle idee che ha come obiettivo la riqualificazione sociale del territorio.